Widget Image
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh euismod tincidunt ut laoreet dolore magna

Sorry, no posts matched your criteria.

Un cambio di passo per aggiornare le modalità di relazione con il cliente

Cosa fare se tutte le regole sulle quali è stato costruito il proprio business e la propria loyalty vengono, di colpo, annullate? Ad alcuni mesi dalla fine del lockdown ci sono ancora settori che stentano a ripartire. Pensiamo al mondo degli eventi, alla musica, all’entertainment in generale, ma anche al fashion. Il mondo della moda ha vissuto prima il blocco delle vendite causa chiusura dei negozi e poi la diffidenza nel recarvisi, mentre lo sviluppo di piattaforme di ecommerce proprietaie non è riuscito a costruire strategie di on-boarding e visibilità adeguate. Risultato? La metà degli acquisti continua ad avvenire per necessità e non per svago.

Non è andata meglio agli eventi o alla musica. In questo caso sono state le big company a rimanere paralizzate. A sbloccare la situazione ci hanno pensato direttamente gli artisti, organizzando live streaming sui propri canali social per dialogare con il pubblico e promuovere performance e concerti. Risultato? Persa la possibilità di creare nuovi canali monetizzabili.

Il Covid-19 ha messo in evidenza carenze e debolezze: tra tutte, la più comune è stata l’impossibilità di disporre di una customer base proprietaria e qualificata con cui dialogare e attraverso la quale definire un modello di business e loyalty adeguato al periodo che potesse anche coinvolgere le nuove generazioni. Un esempio? La band coreana Bts. Con un solo concerto in live streaming ha guadagnato circa 26 milioni di dollari. Basterebbero 40 date digitali per eguagliare Divide, il tour più redditizio di tutti i tempi, con cui Ed Sheeran ha guadagnato oltre 700 milioni di dollari, ma in due anni e mezzo e con 255 concerti.

Quella dei Bts è la conferma che oggi sia necessario ripensare le strategie, i canali, le modalità di interazione con il pubblico, ma parallelamente che sia anche indispensabile ridisegnare i processi di ingaggio e customer experience per alimentare la loyalty. Immaginiamo, per esempio, di poter costruire degli spazi virtuali interattivi all’interno dei quali vedere in anteprima una sfilata, ma anche di poter accedere a contenuti esclusivi di brand e stilisti (o anche al concerto di un famoso cantante, accedendo a un’area premium), usufruire del personal shopping e sfruttare il fashion renting.

L’esempio più interessante è dato dalle sperimentazioni in corso nel mondo del gaming. La piattaforma Epic Game nel suo canale Fortnite ospita periodicamente concerti virtuali da milioni di views, che vengono sponsorizzati da brand che hanno interesse nel target di riferimento. Il periodo che stiamo vivendo porterà alla nascita di nuove strategie di loyalty e revenue differenti. Stiamo parlando di behavioural marketing, di behavioural loyalty, di predittività e personalizzazione. Tutte cose già conosciute dai responsabili marketing, ma spesso di difficile applicazione in azienda, a causa delle resistenze fra aree tecnologiche e aree marketing.

Che il Covid-19, nonostante la sua gravità, possa essere un “boost” per questo cambia- mento?

Lascia un commento